Miriam Goi



BIOGRAFIA



Miriam è un’artista originaria della provincia di Milano, il cui lavoro comprende ma non si limita a fotografia digitale e analogica, workshop di ripresa e sviluppo di pellicola Super 8, e realizzazione di cortometraggi indipendenti. Molti dei suoi lavori ruotano intorno al contrasto tra l’iperconnessione accelerata dalla tecnologia e la naturale lentezza dei processi organici, incluse le relazioni, umane, vegetali o interspecifiche che siano. Ecologia, interdipendenza e presenza sono i temi portanti della sua ricerca. Ha vissuto a Milano, Roma e Vancouver. I suoi corti sono stati selezionati da festival e organizzazioni in Italia, Canada, Messico, Paesi Bassi, Svezia, Regno Unito, Stati Uniti.


Nel 2024 ha ricevuto un assignment da parte di Miranda July, nell’ambito della rivisitazione del progetto Learning to Love You More, che prevedeva la realizzazione di una mostra che ruotasse intorno all’arte trovata a casa dei propri genitori. Il risultato è stata un’installazione con più di 20 oggetti prelevati da casa di sua madre, dove ogni soprammobile, cartolina, e statuetta è stata accompagnata da alcuni aneddoti personali e familiari. L’installazione è stata inclusa nella più ampia retrospettiva Miranda July: New Society, in mostra presso Fondazione Prada da marzo a ottobre 2024.





PRATICA



Dopo aver frequentato un workshop online dell’Echo Park Film Center nel 2020, ho acquistato la mia prima cinepresa Super 8 e ho intrapreso un esperimento di soppesamento dello sguardo. Il costo, le difficoltà legate al reperimento della pellicola e al suo sviluppo e tutti gli altri “limiti” tecnici del mezzo hanno aperto un universo di possibilità in cui ognuno dei 3600 frame per cartuccia ha acquisito un peso specifico consistente e palpabile.

Nel tempo la mia pratica ha assunto le caratteristiche della creazione di diary films, con una connotazione fortemente intimistica e di esplorazione dello sguardo come azione, come strumento per formalizzare e rendere tangibile lo spazio che ci separa dall’oggetto del nostro interesse e della nostra curiosità.

Grazie ad alcuni workshop e residenze, in particolare le esperienze con l’Echo Park Film Center e gli insegnamenti di Dagie Brundert, mi sono avvicinata alla sperimentazione di tecniche alternative di sviluppo e fissaggio delle immagini (caffenol, sviluppo con salvia, rosmarino o salicornia, fissaggio con acqua delle saline e acqua del mare).

Negli anni questi esperimenti sono usciti dal loro guscio per incontrare altri sguardi e sensibilità, attraverso alcuni workshop di ripresa e sviluppo che ho organizzato a Milano, Parma e Roma, diverse collaborazioni con artisti visivi, musicisti e artigiani italiani e canadesi, e la realizzazione di un film collettivo in Super 8.