LABORATORIO 00
Il Laboratorio 00 sarà la prima esperienza di produzione collettiva di Giardino di luce. Avrà luogo a Milano e sarà condotto da Miriam Goi, artista visuale che da anni lavora con il Super 8 e ricerca meotodi di sviluppo più sostenibili.
Il laboratorio ci invita a riscoprire il paesaggio urbano attraverso uno sguardo più cosciente di chi lo abita. L’obiettivo è quello di creare un film dedicato alle piante, in particolare, essendo in città, a quelle piante ruderali, spontanee e resistenti che nascono anche tra le fessure del cemento.
Il percorso avrà inizio con una parte introduttiva dedicata alla visione di film sperimentali, offrendo suggestioni e spunti per sviluppare insieme nuove possibilità di ripresa inerenti al progetto.
Durante una passeggiata organizzata, registreremo e studieremo attraverso il linguaggio visivo le piante selvatiche che condividono con noi lo spazio cittadino. Filmeremo in Super 8 e impareremo a sviluppare le pellicole girate con metodi alternativi, con delle piante reperibili o con il Caffenol, una ricetta a base di caffè.
Non è richiesta alcuna competenza tecnica preliminare, ma solo il desiderio di sperimentare e di rivolgere uno sguardo nuovo verso una città abitata non solo da noi esseri umani.
ISCRIVITI AL LABORATORIO
PROGRAMMA
21 MARZO - GIORNO 1
Ore 10:00-17:00:
Introduzione al cinema sperimentale e a passo ridotto: Presentazione e visione di esempi di film.
Passeggiata di studio e ripresa in Super 8 di elementi botanici “resistenti”.
28 MARZO - GIORNO 2
Ore 10:00-17:00:
Sviluppo delle pellicole girate con soluzioni organiche e sostenibili (Caffenol e piante).
18 APRILE** - GIORNO 3
Ore 10:00-17:00:
Lavoro collettivo sulla restituzione delle pellicole sviluppate e prima proiezione del Giardino di Luce.
DOVE
MAKALAB
Viale Monza 242, Milano
QUANDO
Sabato 21 e Sabato 28 Marzo + Sabato 18 Aprile
COSTO
150 EURO
È previsto un acconto di 40 euro da versare al momento dell’iscrizione come quota di responsabilità di presenza + 110 euro da aggiungere nel momento in cui inizierà il laboratorio.
Se non verrà raggiunta la quota minima di 6 persone, Makalab restituirà l’acconto.
MASSIMO 12 PARTECIPANTI.
*ATTENZIONE: Con metodi di sviluppo a base vegetale i film saranno sviluppati in NEGATIVO, per la visione in positivo ci sarà un tempo di attesa per la scansione del film. Questo non ci impedirà di visionare il nostro film in entrambe le soluzioni, con un proiettore super 8 in negativo e con un proiettore digitale in positivo.
Il film sarà opera collettiva appartenente a tutti allo stesso livello.
Miriam Goi
BIOGRAFIA
Miriam è un’artista originaria della provincia di Milano, il cui lavoro comprende ma non si limita a fotografia digitale e analogica, workshop di ripresa e sviluppo di pellicola Super 8, e realizzazione di cortometraggi indipendenti. Molti dei suoi lavori ruotano intorno al contrasto tra l’iperconnessione accelerata dalla tecnologia e la naturale lentezza dei processi organici, incluse le relazioni, umane, vegetali o interspecifiche che siano. Ecologia, interdipendenza e presenza sono i temi portanti della sua ricerca. Ha vissuto a Milano, Roma e Vancouver. I suoi corti sono stati selezionati da festival e organizzazioni in Italia, Canada, Messico, Paesi Bassi, Svezia, Regno Unito, Stati Uniti.
Nel 2024 ha ricevuto un assignment da parte di Miranda July, nell’ambito della rivisitazione del progetto Learning to Love You More, che prevedeva la realizzazione di una mostra che ruotasse intorno all’arte trovata a casa dei propri genitori. Il risultato è stata un’installazione con più di 20 oggetti prelevati da casa di sua madre, dove ogni soprammobile, cartolina, e statuetta è stata accompagnata da alcuni aneddoti personali e familiari. L’installazione è stata inclusa nella più ampia retrospettiva Miranda July: New Society, in mostra presso Fondazione Prada da marzo a ottobre 2024.
PRATICA
Dopo aver frequentato un workshop online dell’Echo Park Film Center nel 2020, ho acquistato la mia prima cinepresa Super 8 e ho intrapreso un esperimento di soppesamento dello sguardo. Il costo, le difficoltà legate al reperimento della pellicola e al suo sviluppo e tutti gli altri “limiti” tecnici del mezzo hanno aperto un universo di possibilità in cui ognuno dei 3600 frame per cartuccia ha acquisito un peso specifico consistente e palpabile.
Nel tempo la mia pratica ha assunto le caratteristiche della creazione di diary films, con una connotazione fortemente intimistica e di esplorazione dello sguardo come azione, come strumento per formalizzare e rendere tangibile lo spazio che ci separa dall’oggetto del nostro interesse e della nostra curiosità.
Grazie ad alcuni workshop e residenze, in particolare le esperienze con l’Echo Park Film Center e gli insegnamenti di Dagie Brundert, mi sono avvicinata alla sperimentazione di tecniche alternative di sviluppo e fissaggio delle immagini (caffenol, sviluppo con salvia, rosmarino o salicornia, fissaggio con acqua delle saline e acqua del mare).
Negli anni questi esperimenti sono usciti dal loro guscio per incontrare altri sguardi e sensibilità, attraverso alcuni workshop di ripresa e sviluppo che ho organizzato a Milano, Parma e Roma, diverse collaborazioni con artisti visivi, musicisti e artigiani italiani e canadesi, e la realizzazione di un film collettivo in Super 8.